09 apr
Ho scritto un articolo su come far coesistere una chiavetta internet mobile e una rete intranet. Mi sono divertito. Non lo copio qui che mi sembra brutto.
Ecco il post:
http://www.spettinato.com/hacks/far-coesistere-chiavetta-internet-e-connessioni-di-rete

far coesistere chiavetta internet e reti intranet
02 nov

Mentre la mia ricerca della diversificazione diventa un tormentone, un’amica mi racconta di essere stata vittima di un plagio da parte di un tizio conosciuto in un’associazione Yoga Ayurveda, che ne ha lavato il cervello e le ha incasinato a bestia la vita. Sono rimasto colpito da questa storia. Cercando ho trovato che migliaia di persone hanno avuto situazioni simili, e tutto basato su una sorta di dipendenza mentale da un singolo o da un gruppo. Al di là dello stupore sul fatto che qualcuno che conosco e che stimo possa incorrere in problemi del genere, googlando un po’ ho scoperto che non esiste una normativa che preveda il plagio come reato. Il perchè è riconducibile alla presenza di sette un po’ più potenti e “riconosciute”, come la Chiesa Cattolica o qualunque religione.
Una lettura interessante è del 2005. Un documento del Centro Studi Abusi Psicologici, il Ce.S.A.P. in cu si dice:
Introvigne spiega che non esistono nozioni condivise nella comunità accademica sul concetto di
“setta” e di “manipolazione mentale”. Inoltre ribadisce che <Stati e giudici laici non possono evidentemente fare
distinzioni fra i movimenti in base alle loro dottrine, o alla relazione con Chiese o religioni maggioritarie o minoritarie>.
Tuttavia, spiega Introvigne, il disegno di legge contro la “manipolazione mentale” approvato dalla Commissione Giustizia
del Senato italiano il 4 marzo 2004 potrebbe costituire un pericolo anche per associazioni e movimenti cattolici, e ciò
evidentemente preoccupa molto il giornale diretto da Giuliano Ferrara.
Insomma, si riconosce che la chiesa e qualunque religione plagia le menti degli uomini. Tutto ciò mi riporta ad una frase celebre, detta e ridetta, a volte derisa e vista di sbieco. Una frase di Marx: “la religione è l’oppio dei popoli”.
Mi rimando alla lettura impegnativa dello stralcio di Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico.
“Quante più cose l’uomo trasferisce in Dio, tanto meno egli ne ritiene in se stesso “
21 ott
Io ho capito qualcosa oggi invece. Tutto è partito da un dolore che ho in testa, che potrebbe avere uno tra due motivi:
1) il casco preme su un punto della fronte, che mi si infiamma e mi rimane dolorante, magari è un cazzo di nervo, e mi si estende in quella zona fino all’occhio destro.
2) mi si è abbassata la vista e quindi ecc ecc.
3) ho un tumore in testa, da qualche parte.
Il terzo esito non mi entusiasma (come direbbe zampetti), ma in fondo, il mio corpo non mi appartiene. E cmq che cazzo dovrei farci?
Partendo da questo mi sono chiesto sul cambio di modo di pensare che mi contraddistingue. Non parlo di cosa penso, ma il modo proprio con cui i miei processi mentali avvengono. E ho capito alcune che potrebbero essere le cause del mio pensare attuale. Alcune di queste sono tra l’altro cause di altre. Facendo questo mi sono reso cosciente di alcune cose che mi hanno procurato un cambio di modo di elaborare i miei processi mentali, che mi rende più veloce e performante, esattamente come qualche anno fa. Ho capito che i processi mentali lavorano esattamente come chiunque, entra in gioco l’abitudine a fare una cosa, la ripetizione della stessa, a prescindere dalle conseguenze.
Quindi, il dolore è sempre lì. Ma ho ricordato che se NON è un tumore, sul dolore posso agire relativamente con facilità. Ma ho riacquistato velocità di pensiero, occhi per seguire dettagli che ultimamente magari ho tralasciato, in quantità maggiore o minore, e che anche la mia aggressività e il mio protendere verso il meglio cambia.
Lo confermo. Amo il dolore (se non è un tumore), come causa di ciò che sono.
20 ott
Si inumidisce il naso. Prima ancora di cominciare. Non appena sento che voglio farlo, che nell’aria c’è qualcosa che parla e io parlo per lei, mi si inumidisce il naso. Succede così. Senza una spiegazione. E’ un fenomeno strano, non lo capirò mai. Non che mi sia mai messo a pensarci davvero. E’ così e basta. Le mani diventano calde e qualunque cosa diventa uno strumento. Il tavolo, l’alluminio di certe lampade, una scala, ogni cosa. E mi lascia lì indifferente nell’ombra di lei, a cantare e suonare di ciò che non so, che nasce e poi muore senza imbarazzo, niente rime facili o baciate, non c’è da pensare, ma solo trascrivere, tracantare, trasuonare, trasudare.
Il perchè avvenga non è dato saperlo. Se dipenda da me o no, non ha risposta. L’acqua scivola tiepida sulla pelle, che sia primavera o inverno non fa testo. Non c’è tempo da perdere, solo silenzio pieno, denso, profumato.
E registrare è l’unica via per ricordare. Notti al parco diventati senza parole, nel momento successivo averle pronunciate. E lascio che succeda, lascio fluire ciò che è, mi rendo complice e schiavo del flusso. E’ una magia impossibile da contrastare, a patto di non smettere mai di sognare.