Dancing Monkeys

Se balla da sola tu falla ballare

19 ott

Sorridi


Lui ha un sorriso beato. Io lo guardo e penso che vorrei prenderlo a schiaffi. Lui appartiene a quella categoria di persone così felici di essere quello che sono da non dare nessuna importanza a quello che invece sono gli altri. Lui è dietro il suo finestrone di plexiglass, guarda seduto sulla sua fottuta poltrona il Resto del Mondo, mentre mangia i suoi popcorn e pensa “toh, interessante. ma come sono comodo qui nel Mio Mondo. il Mio Mondo mi piace di più”. E poi ogni tanto lui mi parla, mi racconta qualcosa, un qualcosa che io il più delle volte non voglio sentire, e lo fa con il suo sorriso beato.

Io devo interagire con lui, per convenzioni sociali e perchè in fondo prima che mettesse il cervello nel frullatore non era un tipo malvagio. E tutte le volte che ho a che fare con lui, tutte, nessuna esclusa, lui riesce a mettersi nella situazione più comoda per se stesso e più scomoda per me. Io ci provo in tutti i modi, ma evidentemente è destino. E ovviamente, poichè alla fin fine si fa come piace a lui, lui è contento e soddisfatto, e se potesse si riempirebbe di pacche sulle spalle per complimentarsi della riuscitissima organizzazione del qualsivoglia evento svolto.

E se io provo a dire “scusa, ma così a me non va bene” c’è sempre un qualche sguardo seccato, un cenno del capo come a dire che eccomi li, di nuovo a mettere i bastoni tra le ruote. Eccomi pronto a far saltare tutto per un’inezia. Tutta colpa della mia voglia di non adattarmi a quello che va bene a tutti, cioè a lui. Sempre disposto a seminare zizzania con un’opinione diversa, o sempre pieno di pedanti necessità che sconvolgono dei piani che beh, in effetti, erano il miglior compromesso possibile, a detta di tutti, cioé a detta sua.

Probabilmente, anzi, sicuramente il segreto è quel sottile sorriso beota, e lo sguardo un po’ vacuo di chi ti guarda dal piedistallo della sua gloria auto proclamata; ogni volta che vedo quel sorriso venato di comprensione (”beh, dai, prima o poi capirà anche lui – cioè io, dal suo punto di vista- che ho ragione io – cioè lui, dal mio punto di vista”) vorrei prenderlo a schiaffi. Senza spiegazioni, uno schiaffo dopo l’altro. E poi andarmene a godermi i meritati e sacrosanti fattacci miei senza che nessuno mi rompa le palle.


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