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02 nov

Plagio


Plagio Psicologico

Mentre la mia ricerca della diversificazione diventa un tormentone, un’amica mi racconta di essere stata vittima di un plagio da parte di un tizio conosciuto in un’associazione Yoga Ayurveda, che ne ha lavato il cervello e le ha incasinato a bestia la vita. Sono rimasto colpito da questa storia. Cercando ho trovato che migliaia di persone hanno avuto situazioni simili, e tutto basato su una sorta di dipendenza mentale da un singolo o da un gruppo. Al di là dello stupore sul fatto che qualcuno che conosco e che stimo possa incorrere in problemi del genere, googlando un po’ ho scoperto che non esiste una normativa che preveda il plagio come reato. Il perchè è riconducibile alla presenza di sette un po’ più potenti e “riconosciute”, come la Chiesa Cattolica o qualunque religione.

Una lettura interessante è del 2005. Un documento del Centro Studi Abusi Psicologici, il Ce.S.A.P. in cu si dice:

Introvigne spiega che non esistono nozioni condivise nella comunità accademica sul concetto di
“setta” e di “manipolazione mentale”. Inoltre ribadisce che <Stati e giudici laici non possono evidentemente fare
distinzioni fra i movimenti in base alle loro dottrine, o alla relazione con Chiese o religioni maggioritarie o minoritarie>.
Tuttavia, spiega Introvigne, il disegno di legge contro la “manipolazione mentale” approvato dalla Commissione Giustizia
del Senato italiano il 4 marzo 2004 potrebbe costituire un pericolo anche per associazioni e movimenti cattolici, e ciò
evidentemente preoccupa molto il giornale diretto da Giuliano Ferrara.

Insomma, si riconosce che la chiesa e qualunque religione plagia le menti degli uomini. Tutto ciò mi riporta ad una frase celebre, detta e ridetta, a volte derisa e vista di sbieco. Una frase di Marx: “la religione è l’oppio dei popoli”.

Mi rimando alla lettura impegnativa dello stralcio di Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico.

“Quante più cose l’uomo trasferisce in Dio, tanto meno egli ne ritiene in se stesso “


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